Lo Stile

Molto spesso quando si parla di stili di Kung Fu si pone l’attenzione unicamente agli aspetti esterni, quali: il gesto tecnico, la postura, il movimento delle braccia, la posizione delle mani, le armi usate ecc. tralasciando quasi del tutto gli aspetti interni che li sostengono, e li riempiono di senso. Pertanto, si finisce per circoscrivere il significato di stile ad una semplice modalità esecutiva. Ciò si verifica perchè è certamente più comodo e veloce assimilare e trasmettere alcune nozioni tecniche rispetto ad analizzare gli argomenti caratteriali che le suppongono.

Per esempio, vestirsi da hawaiani è sicuramente possibile, indossarne i monili e gli abiti tipici originali fa apparire membri di questa specifica popolazione, ma, cosa ben più difficile e complessa è studiare, approfondire sino a farli propri, gli aspetti della cultura del popolo hawaiano quali la lingua, il cibo, le credenze ecc. tutto ciò richiederebbe molto più tempo ed uno sforzo assai maggiore, forse non basterebbe una vita intera. Tanto è vero, che per nessun individuo è possibile sentirsi contemporaneamente un indiano, uno scozzese, un kenyota, un argentino ecc.  possibile invece è abbigliarsi come un indiano, uno scozzese, un kenyota,  un argentino. Ogni persona ha una sua identità culturale, che sente specifica, che distingue dalle altre e che lo fa sentire parte integrante di una comunità più grande, che riconosce come propria.

Questi argomenti noti alla scienza, nell’ambito del Kung Fu stranamente non sembrano trovare riscontro, e sovente, si sente parlare di pratica di più stili contemporaneamente………

Coloro i quali asseriscono ciò, anche se in buona fede, trascurano il vero, profondo significato del termine stile, rilegandolo, come si è già accennato, al mero gesto tecnico.

WangLang2Gran parte degli stili di Kung Fu nascono dall’imitazione della natura e da essa traggono l’ispirazione per definire movimenti, gesti, azioni. Così, chi imita la Mantide Religiosa, studia tutte le movenze di questo animale, tutti gli accorgimenti che essa è solita adottare nelle varie circostanze, senza tralasciare gli atteggiamenti che ne rappresentano la naturale immanente premessa. Per praticare realmente uno stile bisogna conoscerne le tecniche e la filosofia. Praticare lo stile della Mantide Religiosa non è porre la mano in una determinata maniera o eseguire gli spostamenti utilizzando uno specifico passo, ma è fare propria l’anima di questo animale e assimilarne lo spirito.
Lo stile Tang Lang di cui ci occupiamo in questa breve disamina, era lo stile insegnato alle guardie imperiali, a coloro i quali non era permesso sbagliare. Costoro, oltre ad essere abili combattenti dovevano avere grandi doti morali,  conoscere la medicina tradizionale cinese, ed i testi sacri. Infatti, le tecniche presenti in questo sistema hanno continui riferimenti al Tao. Imperativo categorico di questo stile è ricercare la fluidità, aborrire la rigidità: “ ………Sempre e dappertutto, il tenero ha la meglio sul duro………Chi è forte e potente, è votato alla morte; chi è flessibile e debole, è votato alla vita………Tutto ciò che è forte e grande, è in posizione meno favorevole. In vantaggio è sempre chi è elastico e debole………In questo mondo, non c’è nulla di più arrendevole e debole dell’ acqua; però nessun essere, per forte e potente che sia, resiste alla sua azione………la debolezza è meglio della forza, l’elasticità domina la rigidità………” (Tao Te Ching -Lao Tzu). Questi concetti millenari restano di grande attualità per l’odierno praticante di questo stile.
Si accennava in precedenza come agli adepti di questa scuola fosse richiesto di tenere un comportamento moralmente ineccepibile, caratteristiche imprescindibili erano tra le altre, il rispetto per l’autorità, la disponibilità verso i compagni, la repressione di atteggiamenti prevaricatori, il sostegno reciproco, la dedizione alla scuola, il sacrificio dei propri interessi a quelli del gruppo. Tutti questi atteggiamenti nascevano dall’esigenza di tutelare il gruppo e la sua sopravvivenza, quindi comportamenti sconsiderati ed egoistici che avrebbero messo in pericolo la vita di tutti i membri venivano rifiutati e considerati indegni. La trasmissione delle tecniche procedeva in modo lento e misurato, ed i nuovi componenti venivano addestrati solo dopo che si era accertata la loro totale fedeltà alla scuola. Mettere a coscienza di tecniche individui dei quali non ci si poteva fidare totalmente avrebbe rappresentato un rischio per tutto il gruppo, e chi contravveniva a questo principio veniva immediatamente allontanato dalla scuola.

Anche se molti secoli sono trascorsi, ed il mondo è notevolmente cambiato, questi principi sono sempre attuali e rappresentano i valori portanti di questo stile e di questa scuola.

Altro aspetto peculiare di questo stile era l’attenzione riservata allo studio della  Medicina Tradizionale Cinese la quale si fonda sui principi dello Yin e Yang e sulla teoria dei cinque elementi (Legno – Fuoco – Terra – Metallo – Acqua). La profonda conoscenza di questi argomenti, che rappresentano dei veri e propri patrimoni della cultura cinese,  è indispensabile al praticante di questo stile anche oggi.

Non è compito di questo compendio ribadire la conclamata efficacia dello stile Tang Lang, ma sottolineare l’attenzione posta ai dettagli, e la cura per i particolari che fanno di questo sistema da sempre uno dei più sofisticati metodi di combattimento esistenti.

La mantide per sua natura si concepisce più piccola e debole del suo antagonista, quindi per prevalere sull’avversario non adotterà la strategia dell’opposizione e del contrasto, poiché finirebbe per soccombere, ma  trasformerà la forza impiegata dal rivale in energia utilizzabile al suo stesso abbattimento. I colpi, portati con precisione e velocità, dovranno raggiungere l’avversario in punti ben precisi, procurando a seconda della volontà differenti gradi di lesioni. Per una Mantide Religiosa è impensabile sbagliare il punto dove raggiungere l’avversario. Colpire una parte piuttosto che un’altra potrebbe determinare l’esito del combattimento, vincere o soccombere, vivere o perire. Ogni movimento avrà al suo interno una fase Yin ed una fase Yang; ed il successo sarà il risultato dell’equilibrio raggiunto.

Per arrivare ad un alto livello tecnico, sono indispensabili molti anni di duro allenamento e tanti sacrifici che possono essere sopportati solo se si è sostenuti da una fervida volontà.

In conclusione, questo stile può essere praticato da tutti in quanto non richiede specifiche caratteristiche fisiche ma paradossalmente è molto selettivo dal punto di vista caratteriale. Le persone impazienti, che pensano di diventare abili in poco tempo, si scoraggeranno; le persone discontinue che si accontentano semplicemente di conoscere una tecnica senza ripeterla sino ad impadronirsene, rimarranno deluse perché una volta applicata la troveranno inefficace; le persone presuntuose che non prestano la dovuta attenzione al Maestro o al compagno più anziano che le istruisce, proveranno una mancanza di stimoli ed un senso di vuoto; chi invece, sarà in grado di

procedere con cautela “ a passo di Mantide” andrà lontano, e restando umile, conoscerà la gloria.
“………Un albero che le due braccia fanno fatica ad allacciare, è nato da una radicela sottile come un capello; una torre di nove piani, si innalza da un ponticello di terra; un viaggio di mille stadi, è cominciato da un passo………” (Tao Te Ching – Lao Tzu).

M° Fabio Freni

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